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Flavio Briatore a Otranto in occasione dell'incontro organizzato da “Prospettive a Mezzogiorno” tenutosi il 19 settembre ha definito il turismo salentino adatto al turismo povero. Masserie, casette, villaggi turistici, hotel a due e tre stelle, tutta roba che va bene per chi vuole spendere poco ma non porterà chi ha molto denaro. Turismo di alto livello abituato a fiumi di champagne e ristoranti di alta classe. Cascine, Masserie, musei, roba da sfigati dunque, per un turismo di massa, dal portafoglio ristretto che non porterà mai sviluppo economico nel territorio. La cultura, i musei, i centri storici dopo un paio d'ore annoiano. Meglio investire sugli alberghi extralusso a picco sul mare, garantendo ai più facoltosi vacanze da sogno con vista mare mozzafiato e magari investendo sui porti turistici per i loro yacht, (non a caso ad Otranto si è approvato il progetto del devastante porto turistico e a breve si aprirà il cantiere), aeroporti, infrastrutture che consentano di raggiungere velocemente queste strutture ricettive d’élite. Dubai, Canarie, Balnearie sono esempi che il Salento deve seguire. Tra le tante assurdità l'imprenditore piemontese afferma, ad esempio, che Borgo Egnazia (un relais a cinque stelle di Fasano) una creazione geniale e di stile in un luogo in cui non c'era assolutamente nulla. Bisogna ora capire cosa intedesse dire con il termine “nulla” dato che Egnazia è uno dei più interessanti siti archeologici della Puglia, centro messapico e poi romano. Lì c'è la storia della Puglia e parte del Mezzogiorno d'Italia! Numerosi presenti, indignati, sono intervenuti interrompendo il discorso di Ms. Billionaire, replicando ad alta voce che i salentini non vogliono questo tipo di turismo, non vogliono e non servono i grandi resort e gli hotel di lusso, ma vogliono mantenere viva la propria cultura fatta di storia, archeologia, paesaggio con tutte le caratteristiche storico-architettoniche che arricchiscono il bellissimo paesaggio salentino. Ma vengono subito azzittiti dai numerosi imprenditori presenti in sala, quelli che amano il modello Briatore, lo sostengono e magari ci fanno anche affari. Ad applaudirlo in primis, infatti, i soci del Twiga salentino seduti in prima fila: Mimmo De Santis, braccio economico di Massimo D’Alema, proprietario del terreno su cui sorgerà il Twiga, il figlio 27enne Luigi de Santis, Vincenzo Pozzi, imprenditore vicino a D’Alema ed ex presidente ANAS, noto alle cronache per la maxi liquidazione da quasi un milione e mezzo di euro per tre anni e sette mesi di lavoro, Emanuele Moscara e Gabriele Sticchi, che sono riusciti a portare nel Salento, in un’area spettacolare, la più suggestiva della costa Nord di Otranto, il Twiga Beach Club di Flavio Briatore.